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Prestiti personali - I criteri di valutazione delle richieste
I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE RICHIESTE
Per quanto riguarda le modalità e le tecniche di valutazione delle richieste, rimandiamo a quanto già descritto nella sezione Guida ai prestiti (vai a Ottenere un finanziamento).
In questa sezione ci limiteremo ad illustrarti in modo schematico alcuni criteri di valutazione specifici del prestito personale.

Politiche di rischio
Per le caratteristiche di maggiore rischiosità rispetto ad altri prodotti di credito, i parametri di accettazione applicati dagli istituti (quelli in base ai quali viene calcolato lo score) sono più stringenti; resta inteso che essi potranno variare da istituto a istituto, in funzione del livello di rischio che ciascuno intende assumersi;

Importo del finanziamento
Per importi di una certa entità (approssimativamente oltre i 15 milioni) è probabile che gli istituti richiedano una delle garanzie descritte in precedenza;

Livello di reddito
L’accettazione delle richieste, soprattutto per importi elevati, è subordinata anche alla valutazione del livello di reddito del richiedente (e al rapporto tra reddito mensile e eventuale rata di rimborso).

Affidabilità creditizia
Grande importanza ha, infine, l’apprezzamento dell’affidabilità creditizia del richiedente: è importante sottolineare che questa valutazione non ha alcun significato “morale”. Gli istituti si limitano a stimare il livello di rischio connesso alla sua richiesta, e lo fanno analizzando il rapporto di credito fornito dalle Centrali Rischi.
Se la storia creditizia del richiedente presenta alcune “pecche” (ritardi nei rimborsi di precedenti finanziamenti, rapporti insoluti, ecc.) è improbabile che la richiesta possa avere esito positivo. In questi casi, per chi ha un lavoro dipendente, una valida alternativa è costituita dal Prestito dipendenti, prodotto che offre interessanti garanzie all’istituto finanziatore e consente di adottare criteri di valutazione più elastici.


Tieni presente che le banche dati delle Centrali Rischi hanno anche una forte valenza positiva. In altre parole, dovendo valutare una richiesta di prestito, l’istituto che procede alla verifica del nominativo nella banca dati si augura di trovare una qualche informazione che la possa convincere dell’affidabilità del richiedente. Un esempio può ben chiarire questo concetto: Aldo e Giovanni sono coetanei e vicini di casa, hanno lo stesso livello di reddito, le stesse caratteristiche personali, e richiedono lo stesso finanziamento. Dalla verifica nella Centrale Rischi, però, l’istituto a cui hanno fatto domanda vede che Aldo sta finendo di pagare un mutuo decennale sulla casa senza aver mai avuto un ritardo, mentre il nome di Giovanni non compare (il che vuol dire che Giovanni non ha mai nemmeno richiesto un finanziamento ad alcuno). Contrariamente a quanto si possa credere, il livello di rischio “migliore” è quello di Aldo, che ha dimostrato di sapere ottenere e rimborsare un debito, mentre su Giovanni non si può dire nulla, il che innalza il rischio a lui associato.
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